"Canone inverso" di Paolo Maurensig
Come una melodia sospesa sulle corde di un vecchio strumento volteggia la storia di un piccolo libro inconsueto, Canone inverso (1996). Storia di un’anima libera, inquieta, innamorata della musica e dei segreti abissi che questa esplora. La storia di un folle volo alla ricerca della perfezione, destinato, però, a interrompersi scontrando contro il muro della realtà, dell’umiliazione e della negazione, ancora una volta celate dietro il decadente sipario delle convenzioni borghesi e dell’inquietante follia di massa.
In un’immortale Vienna, culla passata e presente della più raffinata tradizione musicale occidentale, s’intrecciano casualmente tre esistenze desolate, tre destini accomunati da un antico e prezioso violino e dalla triste storia del suo talentuoso proprietario, Jenö Varga. La sua ombra giunta da lontano per raccontare di sè, vaga nelle strade piovose e nelle taverne affollate della città, inafferrabile come un sussurro lontano ma distinta e dolorosa come uno stridente acuto di quello strumento tanto amato.
Cresciuto senza padre, Jenö ne conserva, però, un pregiato violino e un inspiegabile talento nel suonarlo. Sin dal principio l’oggetto sembra ammaliarlo con un oscuro potere che ben presto si tramuta in impaziente frenesia e ardente ossessione di possederne ogni parte, esplorando le immense potenzialità dei suoni producibili. Nelle giovani mani di Jenö la musica si trasforma in poesia, travolgendolo e guidandone i passi verso un destino che troverà il suo compimento al prestigioso Collegium Musicum, rinomata fucina di musicisti e compositori. I duri anni del collegio mostrano a Jenö l’altra faccia della musica, quella più meschina, l’apprendimento e l’esercizio di una tecnica che spesso resta fine a sé stessa rischiando di inaridire le luminose promesse di libertà che la musica concede ai più giovani. Per natura essa tende, infatti, ad una perfezione che evade le leggi umane, vibrando forte sulle corde dell’intuizione.
Tuttavia, in quella grigia prigione di suoni Jenö prima o poi s’accorge di Kuno, suo coetaneo e suo alter ego, enigmatico compagno che il violino ha eletto per lui. Nella magia e nell’entusiasmo che la prima amicizia porta con sé s’intravedono, però, i primi frammenti di amarezza e delusione, i primi sentori di una grande verità nascosta e negata. Presto Jenö è condotto finalmente alla comprensione: quel vecchio violino che lo attrae e lo tormenta custodisce la chiave del suo passato, legandone con un filo invisibile il destino a quello di un’antica famiglia dagli oscuri segreti.
Paolo Maurensig
Questa verità arriva, però, troppo tardi, nell’istante in cui la Storia, con tutta la sua tragica potenza devastatrice, sta per entrare nella sua vita, spazzando via di colpo tutte le speranze, la musica, l’amicizia e perfino il primo delicato amore, sbocciato seguendo nell’aria il suono di un altro vibrante violino. Per le vie di Vienna una folla ottusa e aggressiva sta marciando a grandi passi verso l’oscurità, calpestando tutta un’epoca di eleganti fasti e gloriose conquiste. Cos’altro resta? Dopo questa inebriante corsa verso l’infinito, dentro e fuori il giovane Jenö tutto comincia a dissolversi in un pallido ricordo senza più senso, e nemmeno la musica sembra avere più il potere di arrestare quell’assurdo vortice di follia. È l’inizio di un inesorabile conto alla rovescia, o, come si dice in termini musicali, un canone inverso dal triste epilogo.

Ma la musica, che è la più imperscrutabile e misteriosa delle arti, sopravvive anche a quest’ultimo orrore, e le strade di Vienna tornano a risuonare degli echi delle antiche melodie dei grandi. E anche l’ombra di Jenö è lì, a suonare ancora una volta con impeccabile maestria il suo magico strumento. Tutto il libro vibra ad ogni pagina di musica, una musica che ha infine vinto la sua battaglia sul silenzio della morte e sulla limitatezza dell’umano agire, e si ricompone magicamente nell’aria attraverso le estatiche note di ieri e di sempre.
Parole e immagini
Canone inverso (making love)
Regia: Ricky Tognazzi
Anno: 2000
Paese: Italia
Sceneggiatura: Simona Izzo
Cast: Hans Matheson (Jeno varga), Mélanie Thierry (Sophie Levy), Gabriel Byrne (violinista), Lee Williams (David blau), Ricky Tognazzi (Barone Blau).