Joseph Conrad
"I duellanti" di Joseph Conrad
Uno stupido pretesto, due spiriti giovani e orgogliosi, un clima febbrile di conquiste, ed ecco che le sciabole s’incrociano per la prima volta in un cortile deserto.
Così ha inizio l’amabile romanzo breve I duellanti (1908) di Joseph Conrad (1857-1924), scrittore polacco d’adozione inglese. Un inizio tanto inconsistente quanto curioso, che spinge a domandarsi cosa mai ci sia dietro e cosa porti avanti i fatti, tanto da consentire lo sviluppo di un romanzo. Ma i libri sono sempre così, quando si cerca, sicuramente da qualche parte si trova. Ed è sempre una piacevole sorpresa. Mai storia di un banale duello nato per un nulla si protese come una lunga ombra su due vite e su un’intera epoca, segnando i fasti e il crollo di un impero e l’epopea personale di due figli della rivoluzione.
Nati sotto le ali della grande aquila imperiale, forgiati dallo spirito glorioso che avvinse migliaia di vite alle sorti di un uomo solo, due valorosi guerrieri moderni, Feraud e D’Hubert, tenenti degli ussari, si gettano per un futile capriccio in un folle duello, percorrendo a colpi di sciabole e promozioni sedici anni di storia collettiva. Mentre l’Europa combatte il suo grande duello contro un uomo solo, l’insensata contesa scatenata da Feraud, istintivo e sanguinario, non conosce tregue, perseguitando e trascinando il nobile e ragionevole D’Hubert nel fango e nel sangue dei campi di battaglia, tra le nevi siberiane e le soste alienanti. Nell’interminabile vortice di furore e onore che travolge e lega indissolubilmente le sorti dei due militari, oscura e indecifrabile agli occhi di tutti resta la genesi del loro dissapore, che si tramuta ad ogni duello in appassionante leggenda. Ad ogni ripresa s’infiammano gli animi e s’infittisce l’ombra su un duello che “è cominciato nel mistero, nel mistero è proseguito, e nel mistero, a quanto sembra, deve finire”.
Ma la storia attende dietro l’angolo, le disperazioni si uniscono, il grande uomo abbassa la testa e il suo castello crolla lasciando solo tragiche macerie. I duellanti si separano in una tregua, gli animi sembrano placati: D’Hubert segretamente sollevato dalla fine di tanta insensata ferocia, s’appresta a condurre una vita serena e dignitosa, Feraud amareggiato e furente, si ritira esiliandosi come il suo idolo in una impaziente decadenza. Ma l’onore torna nuovamente a farsi pressante, Feraud non è pago, il duello deve proseguire e le pistole vengono caricate un’ultima volta. Tra le rovine di un mondo ormai distrutto per sempre si gioca la partita finale tra i due uomini, ma questa volta sembra essere diversa, altri sentimenti e altre ragioni sono nate nel frattempo nel cuore di D’Hubert.
Improvvisamente la vita comincia ad avere un altro valore e il generale scopre per la prima volta le ansie e i turbamenti del cuore, sentimenti mai sospettati in un’intera vita da militare.
Infine, accade qualcosa d’imprevisto, il duello termina per sempre, il furore è quietato, c’è un vincitore ma nessun morto. Inaspettatamente, la folle ossessione di Feraud regala a D’Hubert la vittoria più grande, la sorpresa più insperata, svelandogli finalmente un’importante verità, aprendogli un mondo di sublimi pensieri a cui prima non osava aspirare.
Nulla è stato vano, quindi: anche l’insensato trova un senso nel cuore di un uomo innamorato e ancora una volta e per sempre le vite dei due uomini si legano strette l’una all’altra influenzandosi nella sventura e nella fortuna.
Un romanzo breve ma avvincente, I duellanti, epopea dei singoli e di un’epoca; una storia d’amore, infine, e di come esso possa riscattare e asservire alle sue leggi un onore perseguito oltre ogni ragione fino alla follia.


Parole e immagini...
Regia: Ridley Scott
Anno: 1977
Paese: Gran Bretagna
Sceneggiatura: Gerald Vaughan-Hughes
Cast: Keith Carradine (D'Hubert), Harvey Keitel (Feraud), Albert Finney (Fouché), Cristina Raines (Adéle), Meg Hynn Owen (Léonie).
I duellanti (The duellists)