"Il popolo dell'autunno" di Ray Bradbury
Qualcosa di insolito, di strano, di perverso sta per arrivare in paese. Viaggia veloce e silenzioso su un vecchio treno, mischiandosi ai temporali e al vento d’ottobre, ai campi ondeggianti e ai fulmini che stanno per cadere. Ognuno, però, lo sa già, ne ode il fischio lontano, ne assapora con nostalgia i dolci profumi sparsi nell’aria, ne sente le tristi melodie per le strade deserte: tutto sta per cambiare a Green Town, Illinois.
Ne annunciano l’arrivo invitanti cartelli e volantini dalle mille attrattive, blocchi di ghiaccio dall’enigmatico contenuto, suoni lontani di vecchi organetti. Il Luna Park di Cooger & Dark sta arrivando nella notte, furtivo come un’ombra, argenteo come una scia stellata, carico di grandi promesse e antiche paure.
E come d’incanto è lì sul prato con i suoi alti tendoni e le sue giostre immobili nell’aria, uscito da fosche nubi, forgiato in un caos innaturale e silenzioso. È lì e aspetta. Aspetta la gente di paese nel giorno di festa, attende quieto centinaia di sogni, di speranze, di rimpianti, di segreti peccati; accoglie festoso sotto le sue tende e tra i suoi magnifici labirinti di specchi uomini e donne comuni, ordinari.
Ray Bradbury
Il Luna Park riconosce il loro odore nel vento, sa scrutare mirabilmente attraverso le coscienze, sa affascinare i sensi e tentare l’anima tormentata con promesse di eternità e giovinezza, bellezza e successo. Gli strani incanti di Mr Dark non durano, però, che il tempo di un sogno, un’ebrezza che svanisce in un soffio malefico e che incatena per sempre alla triste carovana chiunque si permetta di desiderare, di volere, di avere paura e di soffrire. Strane cose si iniziano a vedere a Green Town: la gente scompare, qualcun altro compare dal nulla, i bambini hanno paura e si nascondono nei tombini, i padri rimpiangono di essere troppo vecchi per giocare coi loro figli, le giostre vanno all’indietro e in avanti come il tempo e come chi misteriosamente ringiovanisce e invecchia, muore e torna a rivivere.
In una polverosa biblioteca, aperta anche di notte, si consuma la fatale battaglia tra bene e male, tra tutte le paure che da sempre attanagliano il cuore e che sono prezioso nutrimento delle creature del buio e il disperato istinto di sopravvivenza dell’uomo; quando all’improvviso…un timido sorriso.
Una risata fragorosa, un nuovo vento che spazza via questi astuti giocolieri del male e i loro trucchi terribili ma nello stesso istante assolutamente grotteschi, quasi ridicoli.
Qualche volta il bene ha armi più potenti del male: il popolo dell’autunno, che da sempre gira il mondo e si disseta con le sue lacrime, non può sopportare l’estate che c’è in un sorriso sincero, il coraggio di guardare in faccia la paura e prendersi gioco di essa con ridicole danze e motivetti stonati.
Ogni buon libro insegna a guardare il mondo in modo sempre diverso, a riflettere sulle mille sfumature della vita. E a Ray Bradbury (1920) è sempre caro lo sguardo meravigliosamente incantato dei bambini che osservano e intuiscono più degli adulti le sottigliezze della realtà, i contorni del bene e del male, battendosi come piccoli eroi fantastici contro il minaccioso carnevale di Mr Dark. Ad unirsi a loro nel romanzo c’è un altro interessante personaggio, un bambino dal cuore già vecchio e un vecchio dall’anima di fanciullo, un padre e un pensatore che decide coraggiosamente di tornare a correre dietro al figlio, scegliendo senza più rimpianti la Vita, quella vita che sembrava volergli sfuggire dal petto e che invece impara ad assaporare in ogni suo irripetibile istante.
Parole e immagini
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Regia
: Jack Clayton
Anno
: 1983
Paese
: Usa
Sceneggiatura
: Ray Bradbury
Cast
: Vidal Peterson (Will Halloway), Shawn Carson (Jim Nightshade), Jason Robards (Charles halloway), Jonathan Pryce (Mr. Dark), Bruce M. Fisher (Mr. Cooger).
Qualcosa di strano sta per accadere (Something wicked this way comes)